Persone sopravvissute al proprio aborto
Cominciano ad essere numerose le testimonianze di persone uscite vive da questa terribile esperienza.
Il caso di gran lunga più famoso è quello di Gianna Jessen nata il 6 aprile 1977.
La sua testimonianza, tenuta a Queen's Hall di Melbourne l'8 settembre 2008, è reperibile in molti siti e in questa pagina noi ve la proponiamo.
E` sottotitolata in italiano per cui è facile per tutti seguire il suo discorso.
Consigliamo vivamente di vedere questo filmato che non racconta soltanto una storia drammatica e con un inizio crudele:
è anche testimonianza di una grande donna credente con un grande coraggio e un grande amore per il prossimo.
Gianna racconta: «Io sono stata adottata...
I miei genitori biologici avevano 17 anni.
Lei era al settimo mese e mezzo di gravidanza (*) quando si rivolse a Planned Parenthood,
il più grande ente abortista del mondo. Le consigliarono di praticare un aborto salino tardivo: si inietta una soluzione salina nel grembo della madre.
Ma con grande sorpresa di tutti io non arrivai morta ma viva, il 6 aprile 1977 nella clinica abortista di Los Angeles.
Ed è una cosa fantastica il tempismo perfetto del mio arrivo: il medico abortista non era ancora in servizio così non ha potuto terminare
il suo progetto sulla mia vita ossia la mia morte.
Sono stata partorita viva! dopo 18 ore! Dovrei essere cieca, bruciata, morta e invece no!
E una vendetta magnifica è che il medico abortista dovette firmare il mio certificato di nascita...»
Da parecchi anni Gianna Jessen, che compone canzoni e canta, gira il mondo per portare la sua testimonianza. La sua vicenda ha ispirato il film October Baby (2012 diretto da Andrew e Jon Erwin). Sono disponibili molti altri video dei suoi interventi tra cui i seguenti:
- Intervistata da don Davide Banzato nella trasmissione "Sulla via di Damasco" su Rai2 il 18 febbraio 2012;
- intervento a Roma nella parrocchia della Gran Madre di Dio il 4 dicembre 2012, suddiviso in tre parti: parte 1ª, parte 2ª e parte 3ª;
- intervento a Biella ospite del Movimento per la Vita locale l'1 febbraio 2013;
- intervento a Lodi ospite dell'Associazione Attivamente il 20 marzo 2016, suddiviso in tre parti: parte 1ª, parte 2ª e parte 3ª.
Un caso analogo si verificò, sempre negli Stati Uniti, lo stesso anno: Melissa Ohden è nata per aborto fallito il 29 Agosto 1977 in Sioux city nello stato dell'IOWA da una donna di diciannove anni dopo un aborto salino il 24 agosto.
E` sopravvissuta, è stata adottata da un'altra famiglia ed è una testimonial pro-life, fondatrice del sito
abortion survivors, laureata in assistenza sociale, sposata e con una bambina nata nello stesso ospedale dove
si tentò di ucciderla.
Infine in questo stesso sito, nella pagina sulle "Donne che hanno cambiato idea", trovate il
caso di Heidi Huffman, sopravvissuta e origine della conversione di propria madre Tina Torry.
In Italia abbiamo avuto alcuni casi che sono arrivati all'onore della cronaca. Casi di "diagnosi errate", soprattutto, che sembra siano molte.
Il 17
marzo 1999 il Corriere della Sera riporta che al San Matteo di Pavia un bambino a 25 settimane di gestazione viene abortito a causa di un errore diagnostico durante l'ecografia:
la presenza di una emorragia cerebrale, un piccolo versamento non di tipo malformativo, è stata scambiata per un caso di idrocefalo. Invece era perfettamente sano. L'emorragia si è riassorbita
e nell'agosto del 1999 è stato
trasferito ad altra struttura in modo che venisse mantenuto il segreto della sua storia anche ai futuri genitori affidatari.
Il 19 settembre 2011 è morta a 5 anni Mariangela, abortita a 23 settimane perché i genitori sapevano che sarebbe nata cieca. Sopravvissuta all'aborto viene data in affido a una coppia della Associazione Comunità di Papa Giovanni XXIII che la alleva e cura assieme ai figli propri fino a che le conseguenze del "parto prematuro" non avranno il sopravvento cinque anni dopo. Sono disponibili online la testimonianza dei genitori affidatari alla trasmissione "A Sua Immagine" del 12/11/2011 su RAI 1 e l'articolo pubblicato su Il Gazzettino il 20.09.2011.
Cercando con Google le parole "Aborto sopravvissuto" e "Abortion Survivors" si accede a una casistica interminabile.
(*) Nella trascrizione italiana è scritto erroneamente "sesto mese e mezzo".