Il monumento ai bambini non nati
Nel Cimitero Maggiore di Lodi, nel campo che è riservato ai bambini, si trova una stele di marmo bianco dedicata ai bambini che non hanno potuto nascere: i tanti uccisi da un mondo che da un lato spende troppi soldi per cose futili o dannose e dall'altro ipocritamente dichiara di non poter loro garantire una vita dignitosa.
Il monumento è stato inaugurato sabato 26 maggio 1990 dal vescovo Mons. Giacomo Capuzzi. Inizialmente si trovava nel campo 27 ed è stato spostato nel campo 12 (in fondo a destra per chi entra) all'inizio del 2021.
In occasione dell'inaugurazione l'allora presidente del Movimento per la Vita Lodigiano, Giancarlo Colombo, ha precisato che l'iniziativa «non ha voluto e non vuole essere nulla di eclatante ma, semplicemente, un doveroso ricordo a esseri umani, solitamente definiti resti abortivi, che, fra le altre cose, non hanno diritto di sepoltura. E` un'usanza diffusa nel nostro paese dedicare alle vittime di atti di violenza doverosi tributi commemorativi e monumenti... Anche i bambini vittime dell'aborto hanno subito certamente un grave atto di violenza e questo semplice monumento lo intende sottolineare e ricordare».
Quando andiamo al cimitero, facciamo una visita pensando anche a queste persone cui è stata negata la vita. Pensiamo anche alle loro mancate madri, al vortice di indifferenza, di inganno, di ignoranza che le ha portate a sopprimere il loro bambino.
In Italia e nel resto del mondo vi sono molti altri monumenti dedicati ai bambini soppressi con l'aborto.
In Francia a Menton in Rue Partouneaux, dal 2019, all'ingresso del Grand Hôtel des Ambassadeurs si trova una statua in bronzo, realizzata dalla scultrice olandese Daphné Du Barry, che raffigura la Madonna in lacrime, col rosario in mano e con ai piedi piccole statue di bambini molto piccoli e non-nati. Nell'iscrizione si legge «le donne che hanno abortito e si pentono, le coppie che vogliono avere dei bambini e che hanno delle difficoltà o le famiglie che hanno dei problemi con la loro prole, troveranno in questa Vergine l’ascolto, l’affetto e il perdono». La statua, intitolata Nostra Signora degli Innocenti, è stata violentemente contestata dalle lobby abortiste ma si trova in un'area privata dell'hotel la cui proprietaria, Liana Marabini, presidente del comitato scientifico della Biennale di Arte Sacra Contemporanea, non cedette alle pressioni e difense a spada tratta il significato umano e compassionevole dell'opera.
In Slovacchia lo scultore Martin Hudáček, nato nel 1984, per la laurea triennale presentò una statua rappresentante un bambino che benedice la madre. Intitolò l'opera "Memoriale dei bambini non-nati". Si discosta da altre rappresentazioni perché mostra il bambino vivo, di età apparente 2 anni, trasparente come un angelo e che consola la madre segnata invece da macchie di sangue come se l'aborto avesse colpito lei. Non ebbe gran riscontro dai professori ma la statua venne replicata varie volte, installata in diverse parti del mondo. Le foto sono diffuse. Martin ha poi proseguito la sua carriera concentrandosi sui temi della fraternità e della compassione.